Di teatro e danze, inclusione e creatività #nanipittoripresenta Letizia Cirri

Vi starete chiedendo perché oggi #nanipittoripreseta vi racconta di Letizia Cirri, danzatrice, attrice, musicista…e tanto tanto altro..

Letizia fa parte della cerchia dei primi amori di Nani Pittori, è entrata a far parte del nostro mondo appena si è raccontata a noi, con tutto l’entusiasmo che portava con sé. Con lei ci siamo subito addentrate in chiacchiere su Leo Lionni, Rodari, rivisitazioni di fiabe classiche e, in generale, confrontandoci su tutto ciò che condividevamo e che, insieme, avremmo potuto realizzare per i nostri Nani. Abbiamo così ospitato molti suoi spettacoli teatrali sulla mitica pedana della libreria, quando ancora era pensabile stare “vicini vicini”; stretti stretti infatti ci siamo goduti le sue esilaranti performance. Insieme a lei siamo anche state alla nostra prima “mostra del libro”, regalando il suo spettacolo su Rodari agli alunni della scuola Villani di Firenze.

Il suo primo e grande amore – ci spiega – è stata la danza in tutte le sue forme, ha iniziato quando aveva soli tre anni, sperimentandone diversi tipi, soprattutto la danza popolare e tradizionale. Ciò che la lega indissolubilmente alla danza è la libera espressione, il movimento creativo. Verso l’adolescenza conosce anche il teatro, sperimentandone anche qui varie forme, dal teatro russo al teatro popolare. Più tardi aggiunge alle sue due grandi passioni anche quella per la musica. E’ un’autodidatta e le sue prime esperienze sono state con i Fiati Sprecati, la banda di Firenze che porta la passione di svariati musicisti a scopo sociale, animando centri cittadini, eventi sociali e feste di paese.

Letizia si laurea in psicologia e poi si diploma in danzamovimento terapia, disciplina che vede nella danza un mezzo per il benessere personale, quindi prende un master in Teatro nel Sociale.

“Capivo sempre di più che il mio lavoro doveva essere quello

E così nel 2010 fonda con 2 amiche, Anna Pericoli e Ilaria Solari, l’associazione Tango delle Civiltà, che si occupa proprio di tutti e tre questi ambiti: teatro, danza e musica – sia attraverso laboratori nelle scuole o nel privato, come anche attraverso spettacoli e performances.

L’idea su cui queste giovani artiste costruiscono l’associazione è quella che

l’arte debba appartenere a tutti, nessuno dovrebbe restarne escluso

I progetti che Letizia porta avanti sono molti e spaziano grandemente attraverso questi suoi ambiti di lavoro

Insieme ad altre due danzatrici, Clara Burgio e Sabina Cesaroni, ha in cantiere un progetto di teatro danza che si chiama Eco, con l’idea di fondo di riuscire a dar voce a chi non ce l’ha. Questo progetto trae ispirazione dalla storia della Ninfa che viene punita con la privazione del corpo e della voce. Attraverso il teatro e la danza riscrivono questo mito dando una diversa possibilità a Eco! Eco diviene così il simbolo di tutti noi che in alcuni momenti ci siamo trovati a non avere voce, o corpo, in qualche modo. Il 22 giugno saranno con questo spettacolo allo spazio Instabile, a Firenze Sud.

Tutti sono in grado di creare,

i ‘limiti’ posso sempre essere trasformati in risorse

Letizia è anche un’artista di strada, è musicista in un progetto di teatrodanza di Chiara Burgio, intitolato “Danziamo le periferie del mondo”, progetto di arte e integrazione. Inoltre insieme a Valentino Receputi, cario amico e collega, porta in giro da anni uno spettacolo interattivo di teatro canzone sia per bambini che per adulti. Questo progetto porta in sé molti temi, come quello dei diritti umani, dei diritti delle donne, dello sfruttamento sul lavoro, della migrazione, con canzoni e danze interattive e uno spettacolo sull’ascolto.

Con Angelo Rea e Niccolò Laconi un progetto su Rodari, messo in musica e teatro

Il mondo dello spettacolo in questo ultimo anno è stato duramente messo alla prova, forse è stato uno dei settori più colpiti in questa pandemia, ma persone come Letizia ci ricordano continuamente quanto bisogno abbiamo di loro, del loro lavoro, della loro tenacia e della loro passione. L’arte è stata per lei un’ancora di salvataggio.

“In questo anno così particolare, di crisi, la mia forza è stata quella di continuare a scrivere spettacoli, soprattutto per bambini.

Essendo il mio lavoro davvero tanto fuso con la mia identità, mi sentivo persa, ma continuare a progettare mi ha rimesso al mondo, spero di avere sempre più occasioni per mettere in scena tutto quello su cui ho lavorato”

Ci auguriamo che storie di passione e di amore per ciò che si costruisce, come questa di Letizia, possano essere di ispirazione per tanti dei nostri Nani!

Jennifer