Albeggiare- crescere con gli albi, da adulti

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La storia delle storie si perde nella notte dei tempi e nel tempo si è trasformata di pari passo con le trasformazioni che gli uomini hanno affrontato nel corso della loro – breve – evoluzione.

Questo vale per tutte le storie, quelle dedicate ai bambini e quelle pensate per gli adulti.

Noi siamo infatti abituati ad associare il racconto di una storia al mondo dell’infanzia, ma troppo spesso ci dimentichiamo che anche noi adulti ci nutriamo di storie – cos’altro sono i romanzi, i film, le biografie…le serie televisive?

Le storie ci appartengono a qualsiasi età e non potrebbe essere altrimenti, dal momento che vita e narrazione sono indissolubilmente legate.

La stessa vita è un racconto e l’atto di raccontarla, implicitamente o esplicitamente, dà forma alla nostra identità come individui, famiglia, comunità e popoli.

Da Il catalogo dei Giorni, Kite Ed.

Guardando al passato ci è forse più semplice osservare l’importante funzione psico-sociale delle storie: favole e fiabe hanno rappresentato per secoli uno strumento educativo e normativo, in cui attraverso animali parlanti e personaggi fantastici trasmettere norme e valori, infondere timori e speranze considerati necessari per essere individui ben integrati nella comunità.

Oggi stesso  alle storie, e dunque  ai libri, è affidato un importante ruolo educativo. Attraverso le storie scopriamo varie possibilità di stare e agire nel mondo, esponendoci ad innumerevoli spunti per costruire i nostri personali paradigmi.

Il modo in cui le storie entrano nella nostra vita e in quella dei bambini adesso  è cambiata, perché riflette i valori, gli ideali, gli stili di vita della nostra epoca, radicalmente diversi da quanto accadeva anche solo un secolo fa.

Il mondo che corre e il bisogno di soluzioni facili (e già pronte) a problemi difficili. Genitori ai quali viene dato l’onere di rendere felici i figli senza se e senza ma, senza tempo e senza strumenti…e se non ci riesci quello che non va sei tu – o tuo figlio, il che è più o meno lo stesso. Standard elevatissimi per raggiungere l’agognato successo (che poi, che cos’è, nessuno lo sa) mentre il diritto al gioco, all’ozio, alla vita vengono lasciati in un angolo. La complessità di ciò che è umano banalizzata in virtù di una semplificazione necessaria a quella velocità di cui sopra.

A questo si aggiungono anche energie opposte: il desiderio di dare un senso all’esistenza, di riconoscere il valore della diversità e dell’essere sé stessi, l’attenzione alla natura, con i suoi ritmi saggi. Il nuovo sguardo sulla psiche e sull’importanza di coltivare relazioni sane con sé stessi e con gli altri.

Ecco che , come in tutte le epoche, anche nella nostra non mancano luci ed ombre che sta a noi leggere, per poi  scegliere  da che parte stare.

Ciò che accade nel mondo dei libri è esattamente lo stesso: anche con questi è possibile rispondere  alla complessità umana banalizzandola o riconoscendola; è possibile assecondare i  ritmi serrati che tendiamo ad imporci o rispettare lo svolgersi naturale dell’esistenza.

Lavorare in una libreria per bambini fa saltare presto all’occhio la presenza di queste due tendenze anche nella letteratura per l’infanzia.

Da una parte ci sono libri-medicina per tutto, che portano con sé la promessa di potersi scrollare di dosso in poche pagine le sfide che la crescita di un bambino mette inevitabilmente di fronte.

Dall’altra ci sono quei libri che fanno della complessità – che non è complicazione – la loro cifra, in modo tanto semplice –non semplicistico – quanto potente.

Sono quei libri che emozionano, che accendono la curiosità e raccontano la vita senza dare risposte certe, pur guidando alla ricerca delle uniche risposte possibili: quelle proprie.

Quei libri che stimolano la mente e nutrono l’anima, anche nei più piccoli, guardandoli come gli esseri straordinari che sono, pur rispettando la loro tenera età. Perché non c’è un’età specifica per comprendere la vita, per assaporarla, per farla propria…solo tanti modi diversi quante sono le età dell’uomo.

E se i libri raccontano la vita…allora anche questi possono essere colti a diversi livelli a seconda del momento di vita in cui siamo.

Credo sia per questo che i più bei libri per l’infanzia muovono e commuovono tanti adulti, che si ritrovano stupiti della loro profondità.

Io stessa sono rimasta rapita da alcuni albi illustrati, quando mi sono avvicinata per la prima volta ai libri per l’infanzia con uno sguardo adulto, mentre il progetto di Nani Pittori si preparava a nascere.

Da “lettrice forte” fin dall’infanzia, non avevo dubbi sul ruolo nutritivo che la letteratura potesse svolgere per la mente e il cuore dei bambini, ma non mi aspettavo la risonanza profonda che anche da adulta avrei trovato nella letteratura per i più piccoli.

Questo incontro sarà sicuramente stato influenzato dalla mia naturale tendenza all’introspezione, dai tanti anni di studi in ambito psicologico, così come dal mio amore spassionato per la creatività e la bellezza. Fatto sta che sono subito rimasta colpita dalla varietà che questo mondo di parole e immagini conteneva in sé.

Col passare dei mesi ho deciso di trasformare questo colpo di fulmine in “oggetto di studio”.

Chi mi conosce sa della mia ferma convinzione che le cose più semplici siano occasioni preziose per aprire lo sguardo verso la complessità, portando con leggerezza (che, per citare Calvino, non è superficialità) a riflessioni più ampie che parlano di noi, del mondo e della vita.

Per farlo, il punto di partenza è il bambino che ci portiamo dentro, da adulti:

quel bambino spesso dimenticato e bisognoso di cure – che tante volte chiede di essere riconosciuto ed ascoltato in terapia – ma anche quel bambino che rappresenta un’inesauribile risorsa di vitalità, perché porta con sé la capacità di stupirsi, di provare curiosità, di farsi domande, di entrare in contatto tanto semplice quanto profondo con ciò che lo circonda.

Nei prossimi mesi quindi vorrei parlarvi del libroin particolare dell’albo illustratocome possibilità di dialogo con se stessi, come porta di accesso a una maggiore conoscenza di sé e dell’altro, dei vari “mondi di relazione” che abitiamo…Ma soprattutto vorrei parlare con voi di quali piccole fiamme si accendono quando un albo illustrato vi arriva dritto al cuore.

Elena, psicologa e libraia di Nani Pittori

Da Come trovare una stella, Zoolibri.